Schiaparelli e Dalì: la coppia surrealista.

Chi non ha mai sentito parlare del famosissimo rosa Schiaparelli? Oggi parleremo proprio dell’inventrice di questo colore e delle sue svariate collaborazioni con la comunità artistica del suo periodo. 

La Schiaparelli nasce a Roma il 10 settembre 1890 ma è a Parigi che entra in stretto contatto con l’ambiente della moda dell’epoca. La stessa Schiaparelli ammette che il colpo di fulmine per la moda sia avvenuto dopo una sua visita, assieme a un’amica, all’atelier di Paul Poiret in Faubourg Saint-Honoré. Da qui inizia la sua storia tutt’altro che usuale: il contatto con l’ambiente artistico surrealista e l’amicizia con gli intellettuali  la porterà ad aprire la propria Maison nel 1934 e a essere la creatrice di moda più in vista del periodo tra le due guerre, generando l’invidia anche di Coco Chanel.

E’ proprio con diversi artisti che Elsa Schiaparelli avvia numerose collaborazioni, uno tra cui è il celebre Salvatore Dalì il surrealista per eccellenza che, forse più di altri, ha collaborato con la creatrice di moda disegnando tessuti, abiti, accessori. 

  • Estetica audace
  • amore per il classicismo
  • sovversione dei canoni

Questi sono solo tre dei punti di contatto tra due delle figure artistiche più controverse del ventesimo secolo. Dietro la creatività che li univa c’era, oltretutto, un accordo reciprocamente vantaggioso: “Hanno assolutamente riconosciuto il genio dell’altro e hanno avuto un profondo rispetto” ha dichiarato Hank Hine, direttore del Dalì Musem. Al centro della loro collaborazione vi era, sicuramente, la volontà e l’audacia di creare qualcosa di nuovo, mai visto prima d’ora. E ci sono riusciti.

Nel 1935, infatti, la fashion designer e l’artista più irriverenti tra le due guerre mondiali, vengono celebrati insieme per la prima volta, dalla primissima collaborazione per la stampa di un giornale, alla bottiglia del profumo Schiaparelli Le Roi Soleil disegnata da Dalì. 

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Flacone di Salvador Dalì per il profumo Roy Soleil di Elsa Schiaparelli

 

Non solo, a Lui, in particolar modo, si deve il disegno dell’aragosta che si può trovare sia su un abito da sera sia come manico di una borsa; l’abito con i cassetti, che riprende la scultura Venere con i cassetti del 1936 e il famoso cappello con la scarpa. 

 

wow

Wallis Simpson venne fotografata per Vogue con indosso il Lobster Dress.

abito aragosta

L’abito “Aragosta” nati dalla collaborazione tra Elsa Schiaparelli e  Dalì – 1937.
 

 

cassetti
Abito con cassetti, Schiaparelli ispirato alla celebre Venere Di Milo, Dalì – 1936.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

cappello

Cappello a forma di scarpa, Schiaparelli – 1936.

 

Grande fu la collaborazione tra i due, tanto da dar vita ad una mostra nel 2003. La mostra Shocking! The Art and Fashion of Elsa Schiaparelli al Philadelphia Museum of Art (il museo che possiede la più grande collezione di archivio dei suoi abiti) analizza tutto il rapporto tra il pittore e le creatrice di moda, inserendo anche lavori interpretati da Bertrand Guyon, attuale direttore creativo del marchio, oggi di proprietà del gruppo di Diego Della Valle. 

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