Il “fil rouge” tra Christian Dior e Raf Simons: l’arte.

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Nel precedente articolo si è parlato del binomio arte-moda citando la Maison Dior.          Si, esatto, l’intera casa di moda…poiché non è stato solo Christian Dior ad ispirasi alla corrente artistica dell’impressionismo ma, sulle sue orme, anche Raf Simons  ha portato avanti il lavoro di Christian continuando a valorizzare gli aspetti legati all’arte.

Simons approda nel mondo Dior nell’aprile del 2012. Di qui, un’escalation di successi, lo porta a diventare direttore creativo della celebre Maison. Raf accetta con piacere il nuovo incarico, tanto da affermare: 

“Sono lieto di unirmi a questa grandiosa Maison. […] Per me, Christian Dior è sempre stato stato il più grande di tutti gli stilisti. La Maison Dior è simbolo di eleganza assoluta. Ho profondo rispetto per questo unico know-how. Sono totalmente cosciente dell’onore e della responsabilità che mi vengono consegnate oggi come direttore creativo del brand francese più famoso al mondo.” 

Christian Dior non poteva scegliere di meglio! Proprio come lui, Raf Simons è stato da sempre un grandissimo amante dell’arte. Sarà per questo che Raf ha continuato a trasmettere i motivi, le fantasie e le passioni che guidano l’Impressionismo, proprio come fece Dior?

Effettivamente Simons ha mostrato particolare interesse per il periodo creativo che va dal 1947 al 1957 di Christian Dior, periodo in cui si hanno le creazioni che rispecchiano maggiormente il legame che c’è tra lo stilista fondatore della Maison e la corrente Impressionista. Quindi, il novello direttore artistico ha dato una sbirciatina al passato per dar estro alla sua creatività, proponendo creazioni in chiave moderna che profumano proprio di quel decennio in cui i fiori alimentavano le opere di Christian Dior.

Nel recupero della tradizione per orientarla al futuro e renderla contemporanea, Raf Simons crea una rivisitazione dell’abito “Miss Dior“. 

Abito Miss Dior di Raf Simons

Abito “Miss Dior” – Raf Simons

Raf Simons crea questo abito da sera realizzato in organza bianca con ricami in mussola degradé richiamando fortemente lo stile puntinista portato in auge dai pittori George Seurat e Paul Signac. Questo capo appartiene alla collezione di Haute Couture dell’autunno inverno del 2012. Nei tratti e nella personalità richiama alla mente l’abito Miss Dior, presentando, però, movimenti diversi.

Altro capo che sviluppa proprio attorno al mondo floreale è un abito bustier da sera in tulle con ricami multicolori, che appartiene alla collezione di Haute Couture della primavera estate del 2013.Dior tulle

Stile che si allontana decisamente da quello romantico di Christian Dior, ma che rimane comunque una delle opere che meglio esprimono il legame tra la Maison Dior ed il mondo Impressionista sotto la direzione artistica di Raf Simons.

Con questo fil rouge tra arte e moda, Raf Simon passa presto dall’impressionismo alla Pop art.

Egli racchiude nella collezione per l’inverno 2013-14 il caro tema della Maison: l’arte, trovando il culmine con le prime opere firmate da Andy Warhol.                          Raf Simons ha ripreso i primi disegni di Warhol e li ha stampati sul bianco immacolato dei suoi abiti.
L’effetto, anche con gli abiti, è di disegni realizzati su un foglio di carta bianca.  Sugli abiti disegni di fiori, volti femminili e persino una scarpetta, chiaro rimando alle “golden shoes“, le scarpe d’oro disegnate da Warhol nel 1955, ispirazione dell’intera collezione.warhol e diorraf-simons-dior-andy-warhol

Anche per gli accessori della collezione Dior, Simons stampa dei vecchi disegni di Andy Warhol ai suoi inizi: delle scarpette stilizzate multicolore, dalla linea allungata, vagamente sixties.

Simons ha scelto di usare stampe e ricami rappresentanti i motivi ricorrenti disegnati da Warhol: scarpe, fiori, occhi e figure di donna. Il suo stile lineare si sposa perfettamente con la ricercatezza dei disegni dell’artista, che allo stesso tempo adornano ed arricchiscono con colori accesi abiti ed accessori. Vere e proprie opere d’arte le borse  della linea Lady Dior, decorate con i fini schizzi dell’artista.

Cosa dire di più, se non che Dior non smetterà mai di stupirci? Per alleggerire il tutto vi lascio qui di seguito l’intera sfilata: Christian Dior collezione Autunno/Inverno 2013/2014-Paris Fashion Week. Buona visione!

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L’impressionismo di Christian Dior.

“La Moda non può esistere senza fondamenta”, è la nota affermazione di Christian Dior che calza a pennello per tutto il suo lavoro creativo. Perché? Beh, perché tutte le sue collezioni si fondano sulle solide basi di una delle correnti artistiche più conosciute: l’impressionismo.

L’Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell’Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870 e durato fino ai primi anni del Novecento. Lo stesso impressionismo, come il lavoro stilistico di Dior, attinge a due capisaldi fondamentali: Romanticismo e Realismo, che avevano rotto con la tradizione, introducendo importanti novità:

  • la negazione dell’importanza del soggetto, che portava sullo stesso piano il genere storico, quello religioso e quello profano;
  •  la riscoperta della pittura paesaggistica;
  •  il mito dell’artista ribelle alle convenzioni;
  • l’interesse rivolto al colore piuttosto che al disegno;
  • la prevalenza della soggettività dell’artista, delle sue emozioni che non vanno nascoste o camuffate;

Gli impressionisti dipingevano “all’aria aperta”, con una tecnica rapida che permetteva di completare l’opera in poche ore. Essi volevano riprodurre sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio comunicava loro nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce, lo studio dal vero del cielo, dell’atmosfera e delle acque. 

Allo stesso modo Christian Dior ha sempre cercato di trasporre le sue emozioni sulle sue opere d’arte di tessuto, soprattutto le sensazioni che gli ambienti naturali della sua infanzia a Granville hanno saputo rivelargli. Christian Dior è infatti cresciuto in una villa a Granville immersa nella natura; la sua infanzia a Granville ha lasciato il segno sulla sua vita creativa.

Ricollegandoci al concetto di arte e cercando di spiegare l’importanza che questa ha avuto nella carriera e nella vita di Dior è importante parlare, quindi,  della contaminazione che c’è tra il mondo Impressionista e lo stilista. E’ un legame che si evince fortemente dalla produzione dell’artista. In modo particolare tale unione è visibile grazie alla presenza dei fiori in numerosi abiti. Non a caso Dior annuncia: 

“Dopo la donna, i fiori sono la cosa più incantevole che Dio abbia dato al mondo.”

E’ proprio grazie a questo amore spassionato verso la natura, i fiori, il paesaggio idilliaco che Dior riesce a creare capi ricercati, suggestivi e mai banali. Del resto, ogni donna amerebbe trasformarsi in un candido tappeto floreale.

Splendido esempio è l’abito Muguet, realizzato in organza di cotone biancaadornato con campanule di mughetto, appartenente alla collezione di Haute Couture della primavera estate del 1957.

Quest’abito è tanto etereo quanto solenne, non risulta eccessivo, nonostante l’abbondanza delle decorazioni che, però, sono estremamente bilanciate grazie a necessarie distanze poste tra le une e le altre.

abito 2Altra opera maestra portavoce di questo legame tra lo stilista e la corrente impressionista è Miss Dior: abito corto da sera con ricami floreali creato all’interno della collezione di Haute Couture della primavera estate del 1949. Questo capo è un tripudio di colore, dei toni tenui e del fiore in moda. È elegante, sinonimo di gioia ed è perfetto nelle sue linee. Guardandolo viene sicuramente in mente uno dei quadri di Monet.

Abito diverso ma comunque esponente del rapporto tra Dior e l’Impressionismo, è “Brahms”, realizzato in organza blu ardesia, presenta fiori rossi, blu e bianchi stampati; questo appartiene alla collezione di Haute Couture della primavera estate 1950.abito 4

Abiti a balze in tulle e raso e gonne ampie dalla vita stretta, che esaltavano le curve femminili ispirandosi alle corolle e ai gambi dei fiori, sono i simboli con cui Dior ha rivoluzionato la moda rendendo omaggio ai grandi maestri dell’Impressionismo francese. La “donna-fiore” degli impressionisti appare per la prima volta nella moda di metà Novecento con il New Look introdotto da Christian Dior.

Il famoso stilista e i suoi eredi hanno esplorato il concetto di queste linee, arricchendole con reinterpretazioni delle mode dell’epoca Impressionista. Stiamo parlando di numerosi rigonfiamenti e balze degli abiti in crinolina ritratti da Claude Monet in ”Le déjeuner sur l’herbe”, ripresi in un sontuoso abito in velo blu che riprende l’opera ”Ninfee” di Monet o ancora in tre abiti colorati che richiamano l’opera d’arte di Marie Bracquemond , ossia “Trois femmes aux ombrelles“.

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Sulla sinistra “Ninfee” di Monet e sulla destra abito Dior in organza blu ispirato all’opera

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Sulla sinistra abiti Dior ispirati all’opera sulla destra di Bracquemond- “Trois femmes aux ombrelles”

 

Altro abito che riprende lo stile delle donne d’epoca dell’impressionismo è sicuramente “Rose de France” del 1956 di Dior, che invoca sicuramente l’opera famosissima di Auguste Renoire, ossia “Roses mousseuses” del 1890.

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Sulla sinistra abito Dior “Rose de France” ispirato al quadro “Roses mousseuses” di Renoire

 

Si possono chiaramente scorgere sull’abito in taffetà (tessuto pregiato di seta, denso e rigido) la stessa palette colori del quadro di Renoire, nonchè le stesse identiche rose. E’ in questo modo che Christian Dior decide di rendere omaggio all’Impressionismo e ad alcuni degli artisti più famosi che ne facevano parte. Fuoriescono degli abiti incantevoli, spiccatamente romantici.

Dior è un ottimo esempio di binomio arte-moda e continua ad esserlo proprio come Maison anche sotto la direzione artistica di Raf Simons, stilista belga del 1968, che continua a portare avanti l’eccelso lavoro della casa di moda, valorizzando marcatamente gli aspetti legati all’arte.